Ultima modifica 18/05/06
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Cappuccetto Rosa, Viola, Marrone, D'Oro, Azzurro, Nero
Le storie di Cappuccetto Rosso,Verde, Giallo, Blu e Bianco sono note ai bambini di tutto il mondo.
Assolutamente sconosciute, invece, sono le nostre storie colorate, quelle che abbiamo pensato dopo la lettura e la discussione dei testi di Bruno Munari che tanto ci hanno affascinato.
Ognuno di noi ha quindi scelto il colore del suo cappuccio, dando vita a
Cappuccetto Rosa,
Viola,
Marrone, d'Oro, Azzurro e Nero. Sono racconti brevi e semplici, ma speriamo che vengano letti dai nostri compagni.
Gli alunni della classe III di S. Martino dall'Argine
10 Marzo 2005
Cappuccetto Rosa
C'era una volta, sul monte Rosa, una bambina che doveva andare a trovare la nonna Rosina. Il nome della bambina era Cappuccetto Rosa, da quando sua mamma Rosetta le aveva cucito un mantello con un cappuccio tutto rosa.
Cappuccetto Rosa doveva portare alla nonna un pompelmo rosa tagliato a metà, 40 uova per fare una mega-frittata e la sciarpa rosa che le aveva cucito la mamma. La bimba doveva attraversare il bosco, dove abitava il lupo, e si mise in marcia.
Era giunta circa a metà del bosco, quando incontrò il famigerato lupo. La bimba si spaventò tantissimo, perchè vide che il lupo stava per balzarle addosso. Quasi senza pensarci, cercò nel suo cestino qualcosa con cui potersi difendere, e la prima cosa che le saltò in mano fu il succoso pompelmo tagliato a metà. La bambina prese le due metà del frutto e le tirò contro il lupo centrandolo negli occhi, al che l'animale scappò gridando:
- Non ci vedo più niente! Mi hai accecato, mocciosa!
Cappuccetto Rosa riuscì ad arrivare a casa della nonna, e insieme a lei mangiò la frittata fatta con le 40 uova e un tè, poichè il pompelmo era servito a qualcosa di un tantino diverso dalla spremuta. . .
Quando Cappuccetto raccontò alla nonna la sua avventura, e soprattutto la faccenda del pompelmo, questa si mise a ridere talmente di gusto che, fra una risata e l'altra, giunse l'ora, per Cappuccetto, di tornare a casa. Una volta tornata raccontò tutto anche alla mamma che, dopo un primo momento di preoccupazione, rise di gusto tanto quanto la nonna e disse a Cappuccetto Rosa che era stata molto coraggiosa.
Nicola
Cappuccetto Viola
Vicino a un vigneto c'era una casetta dove abitavano Cappuccetto Viola (che, guardacaso, indossava sempre abiti viola), e la mamma. Un giorno, la mamma disse a Cappuccetto Viola di portare da bere e da mangiare alla nonna Violetta: le diede un po' di vino, delle prugne, dell'uva e dei mirtilli. Cappuccetto Viola dovette attraversare il bosco, dove abitava un lupo nero. Nel bel mezzo del bosco sbucò infatti il lupo e le disse: "Dove vai bella bimba, con quel cestino?"
Cappuccetto rispose: "Vado dalla nonna Violetta!". La bambina aggiunse: "Scommetto che vuoi mangiarmi!"
Il lupo rispose: "Come fai a saperlo?"
Cappuccetto disse: "Se è davvero così e il tuo unico scopo è quello di mangiarmi, allora ti consiglio di bere questa bevanda scura, ti farà diventare fortissimo!"
Il lupo si fidò della bambina e bevette tutto il vino, fino ad ubriacarsi. Si voltò e se ne andò per il bosco dondolando a destra e sinistra e andando a sbattere contro un albero dopo l'altro.
Cappuccetto Viola arrivò così dalla nonna, che stava facendo ginnastica con la cyclette per mantenersi in forma. Cappuccetto le raccontò di come aveva sistemato il lupo e, dopo averle fatto compagnia, a sera inoltrata, tornò a casa insieme alla nonna, che aveva invitato a cena. Dopo questa giornata ricca di emozioni Cappuccetto Viola si addormentò ed entrò presto nel mondo dei sogni. Chissà se avrebbe sognato di essere protagonista di eventi tanto eroici come quello che aveva vissuto... Ma questa è un'altra storia...
Luca D.
Cappuccetto Marrone
C'era una volta una bambina che si chiamava Cappuccetto Marrone perché i suoi vestiti erano tutti di questo colore. Una volta alla settimana la bambina doveva attraversare il bosco per andare a trovare la nonna e portarle un cestino di castagne, noci, nocciole, noccioline e kiwi. Sapeva che questi frutti piacevano tanto alla nonna, ma sapeva anche che per portarglieli doveva attraversare il bosco, dove abitava un lupo cattivo.
Un giorno, mentre si trovava a metà strada, le parve di sentire gli ululati del lupo. Impaurita, si rannicchiò e si mimetizzò con il terriccio. Nascosta in questo modo, e ascoltando bene, si accorse che il lupo si lamentava perché stava male e non riusciva a muoversi.
Così Cappuccetto Marrone riuscì ad uscire dal bosco e a raggiungere la casetta dalla nonna. Purtroppo, ad attenderla, c'era una brutta sorpresa: la nonna non era in casa, e Cappuccetto Marrone divenne verde dalla rabbia di avere compiuto quel difficile percorso senza poter alla fine abbracciare la sua nonna.
CarloAlberto