Le classi IVA e IVB della scuola Primaria di Rivarolo Mantovano hanno aderito ad alcuni percorsi proposti dal Museo del Bijoux di Casalmaggiore (CR) sperimentati durante la formazione di "PROGETTO EST":
- I metalli e la lavorazione dei metalli: esperienze tattili attraverso le quali i ragazzi sono portati a riflettere sulle caratteristiche di vari materiali che vengono loro proposti. Le caratteristiche dei metalli, in particolare, vengono considerate in relazione alle lavorazioni possibili nel campo della bigiotteria: si sperimentano varie tecniche di deformazione plastica quali la trafilatura, la laminazione e lo stampaggio.
Ed ora la parola agli alunni.
- Dal baule al set. 70 anni di moda: dopo una breve presentazione dell'evoluzione della moda negli anni a cui appartengono le collezioni del Museo, i ragazzi sono invitati ad estrarre dal baule abiti e accessori con cui potranno abbigliarsi secondo il gusto dell'uno o dell'altro periodo storico. In un angolo del museo viene allestito un set fotografico che documenta l'insolita sfilata. Le collezioni del Museo percorrono la storia della bigiotteria con riferimento alle trasformazioni del cotume e dell'abbigliamento dagli inizi agli anni '70 del Novecento. Ed ora la parola agli alunni.
- L'ufficio vendite. L'armadio del tempo: traendo spunto dall'ambientazione di un ufficio vendite delle Fabbriche di Casalmaggiore negli anni '30 si approfondisce la conoscenza della sezione archivistica del museo e si provano alcuni attrezzi dell'epoca (pennino e calamaio, macchina da scrivere con carta carbone, addizionatrice, bilancia contapezzi, torchio per veline, telefono senza numeri) e si riflette su alcuni aspetti dell'evoluzione tecnologica dl '900. Ed ora la parola agli alunni.
Cronaca di giovedì 6 aprile 2006 di Simone (IVA)
Giovedì 6/4/06, con i miei compagni e la mamma di Andrea che ha fatto le foto e il filmino, siamo andati al museo del Bijoux a Casalmaggiore dove ci ha accolto la signorina Annamaria che ci ha spiegato che quella era una fabbrica. Dentro la fabbrica facevano gioielli e collane. All'inizio abbiamo provato, con una pinzetta a punte rotonde, in un pezzo di ferro dei cerchiolini e con una pinzetta a punte quadrate a fare degli angoli. Poi Annamaria ci ha insegnato a fare una medusa segnalibro, prima ci ha dato la traccia e noi con le due pinzette l'abbiamo seguita e siamo riusciti a fare il corpo della medusa con il rame. Poi ci ha dato un pezzo di alluminio e noi con il laminatoio l'abbiamo trasformato in carta stagnola. Con quella siamo riusciti a fare i tentacoli. Annamaria ha preso un pezzo di rame e l'ha messo nella trafila per faro diventare dritto poi l'abbiamo messo in una macchina che lo ha decorato. Questo pezzo di rame l'abbiamo messo in un'altra macchina che l'ha fatto diventare a forme di anelli, poi con una tenaglia li abbiamo divisi e ne abbiamo tenuti uno per uno. Poi ci ha spiegato come non tagliarci con l'anello e ci ha detto che serve una lamina per laminare gli angoli della chianura dell'anello. Dopo ci siamo salutati e siamo ritornati a scuola.
Cronaca della visita al museo del Bijoux 7 aprile di Davide C.
Venerdì 7/4/06 io e i miei compagni di classe siamo andati a visitare il museo del bijoux di Casalmaggiore; là ci ha accolti Annamaria che ci ha fatto da guida e come prima vetrina ci ha mostrato dei cataloghi dove c'erano disegnati tanti tipi di gioielli finti, si perché erano solo ricoperti da una lastra sottilissima d'oro o di un metallo molto simile, l'oro finto infatti lo chiamano "oro matto".
Abbiamo continuato il percorso sempre guidati da Annamaria. Le vetrine erano disposte in ordine di tempo: dai gioielli più antichi e ai gioielli con forme geometriche semplici e moderni; tra questi c'erano gioielli che ricordano i viaggi dell'uomo nello spazio.
Il gioiello che mi è piaciuto di più è stato una spilla antica a forma di fiore.
Poi Annamaria ci ha fatto vedere delle radio e degli occhiali e ci ha detto che questi oggetti li avevano portati i soldati americani nella II guerra mondiale, quando erano venuti a salvare noi italiani.
Poi alla fine abbiamo giocato al "Bingo bijoux" dove per poco non facevo bingo.
E' stata una bella esperienza!
30/05/06
Lettera di un'alunna di IV A che racconta ad una compagna di IVB la sua esperienza
Cara Paola ti voglio raccontare della gita al museo della moda di martedì 30 maggio 2006. Alle 8.30 siamo partiti con il pulmino e quando siamo arrivati al museo abbiamo incontrato Manuela, la nostra guida, che ci ha spiegato e fatto vedere i vestiti autentici delle donne di tanto tempo fa. Devo ammettere che alcuni per me erano molto ridicoli, altri molto tristi perché erano legati agli anni della guerra. Manuela ci ha spiegato che più passavano gli anni, più le donne erano svestite, si accorciavano sempre di più le maglie e le gonne. Le donne di 100 anni fa evidenziavano il seno e il fondoschiena, per questo stringevano la vita in modo da sembrare più magre. Così però si ammalavano presto perché l'intestino era troppo stretto. Dopo noi bambine ci siamo vestite come le donne di 100 anni fa: io ero vestita tutto in nero con un ombrellino da sole, una borsetta e un ventaglio di piume, e dopo abbiamo sfilato insieme ai maschi. I miei amici e le maestre dicevano che assomigliavo alla regina Elisabetta d'Inghilterra. Questo è tutto e spero di riscriverti presto. A presto Martina.

Lettera di un'alunna di IV B che racconta ad una compagna di IVA la sua esperienza
Cara Federica, mercoledì 31 maggio 2006 noi di IVB siamo andati al laboratorio dell'ufficio. Appena arrivati là la nostra guida ha spiegato varie cose sul museo del bijoux. Poi siamo entrati nella sala dove c'erano gli oggetti dell'ufficio di tanti anni fa. La guida per prima cosa ci ha fatto vedere la macchina da scrivere che serviva per scrivere le fatture della fabbrica. Dopo ci ha fatto vedere il telefono di una volta, che era strano perché al posto dei numeri c'era una manovella. A quel punto tutti noi ci siamo chiesti a cosa servisse, la guida ci ha detto che lo avremo scoperto alla fine. Subito dopo siamo passati all'orologio antico: molto bello! Quell'orologio non andava a pile perché non esistevano ancora, ma funzionava con una piccola cosa, che tu la giravi e l'orologio si caricava. Quegli orologi di un tempo bisognava caricarli almeno due volte al giorno altrimenti si fermavano. Successivamente c'erano gli oggetti che il direttore della fabbrica teneva sempre nella sua valigia (faceva molti viaggi). Gli oggetti erano i seguenti: un catalogo con esposti i vari tipi di gioielli, con anche i prezzi, una macchina fotografica, perchè se un signore voleva su un ciondolo con raffigurato un'immagine di una cartolina, il direttore la fotografava così sapeva quale immagine doveva fare. Dopo abbiamo guardato l'ufficio. Sulla scrivania c'era una lampada, un porta penne, due boccette di inchiostro e un asciuga inchiostro. Dopo aver osservato bene queste cose siamo passati alla calcolatrice. Essa era piena di levette, lì la guida ci ha spiegato come si faceva ad usarla. Martina, poi, si è offerta di provare e c'è riuscita. Dopo la guida ci ha fatto vedere la bilancia di tanto tempo fa. Poi ha chiamato prima Anna, poi Luca ed Alessandro per provare. La guida ci ha fatto provare tutte le varie cose. Alla fine tutti noi abbiamo confrontato gli oggetti del 1926 con quelli del 1980 e 2006. Abbiamo visto tutte le differenze che li distinguono. Questa giornata è stata molto bella e interessante. Ciao.