Ultima modifica 22/02/10
"La nostra più bella avventura" - IVA IVB (a.s. 2008/2009)
Laboratorio di teatro sociale che ha coinvolto:
- alunni delle classi quarte della scuola Scuola Primaria "Papa Giovanni XXIII"di Rivarolo Mantovano
- ospiti casa di riposo "Domus Pasotelli" di Bozzolo
- ragazzi SFA di Casatico e Vidiceto
- famiglie dei bambini delle classi quarte
Il laboratorio si è "sintonizzato" con i principi di libertà, giustizia, uguaglianza, solidarietà, partecipazione, valori veicolati da don Primo Mazzolari in numerose sue opere fra le quali abbiamo preso in considerazione "Il samaritano".
La complessità, cifra della società attuale, esprime contraddizioni e criticità che necessitano di conoscenze e valori in grado di consentire l'esercizio responsabile della cittadinanza in una dimensione aperta e solidale. Non si può non riconoscere che educarsi alla cittadinanza, oggi, è qualcosa di molto diverso rispetto a pochi anni fa quando la società era più omogenea!
Constatiamo che oggi, come non mai, occorrono competenza civica e competenza altruistica, intese come valutazione critica dei comportamenti lesivi della dignità della persona e attenzione verso i "più deboli".
Abbiamo preso in considerazione i principi fondamentali della Costituzione Italiana, la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, la Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia e insieme li abbiamo elaborati, li "abbiamo usati" per parlare di noi, dei nostri diritti di individuo e di collettività.
Nel documento
Diritti e doveri (pdf 103 kb) potete leggere le poesie che abbiamo inventato proprio prendendo in considerazione i diritti e i doveri di ogni individuo!
La collaborazione dell’ insegnante di lingua e cultura rumena, che quest'anno è intervenuta nelle classi quarte, dove sono presenti sei bambini rumeni, per alcune ore, ci ha permesso di parlare dei diritti violati dei bambini delle "fogne" di Bucarest e dell'enorme importanza che rivestono i nonni all'interno della famiglia rumena.
E' fortemente necessario saper ascoltare, mettersi nei panni di..., coltivare e alimentare l'intelligenza emotiva! E' estremamente "utile" partire dai concetti "ingenui", dalle esperienze della quotidianità e per questo sono stati utilizzati:>
- il metodo narrativo (la narrazione di esperienze personali e di gruppo catturano la sfera emozionale);
- la scrittura collettiva (promuove la riflessione sulle esperienze di vita, stimola ad ascoltare, porta a "dialoghi riflessivi", a rielaborare);
- discussioni su argomenti di attualità.
Il nostro percorso sulla consapevolezza dei nostri e altrui diritti ha avuto la sua "fase di lancio" con la lettura della favola di "Hansel e Gretel". La fiaba dei fratelli Grimm ha certamente origine nel Medioevo, epoca in cui la scarsità di cibo e la diffusione della fame facevano dell'INFANTICIDIO una pratica comune. Hansel e Gretel non condannano il proprio genitore per il tentato abbandono: al contrario, semplicemente si "riscattano", portandogli in pegno grandi ricchezze con cui sfamarli.
La loro reciproca solidarietà li salva.
Durante lo spettacolo finale (giovedì 28 maggio 2009) presso la Sala Polivalente di Rivarolo Mantovano, dal titolo "DIRITTI IN GIOCO" abbiamo messo in scena le poesie che insieme abbiamo inventato. Ad esso hanno partecipato anche i genitori dei bambini i quali hanno letto e commentato i brani che seguono.
GLI ALTRI SIAMO NOI
"Odio gli indifferenti. Chi vive veramente non può non essere cittadino.
Indifferenza è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.
L'indifferenza è il peso morto della storia.
L'indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. E' la fatalità, è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti... ... Il male che si abbatte su tutti avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà... ... Nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch'io il mio dovere... sarebbe successo ciò che è successo?...
Domando conto a ognuno del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto..."
( A. GRAMSCI, in “La città futura” , a cura di S. Caprioglio, Torino 1982 )
RIFLESSIONI SVOLTE:
Onorare la vita vuol dire accettare di fare qualcosa, migliorare se stessi, cercare di lasciare il mondo un po' diverso, magari migliore di come ce l'hanno consegnato.
Un piccolo gesto può avere una risonanza enorme. Occorre osare, agire, provare a esplorare il mondo dentro e fuori di noi. Abbiamo il dovere di rinunciare all'indifferenza!
DIRITTI
Un uomo trovò in giro la lampada di Aladino. Siccome era un bravo lettore, l'uomo la riconobbe e la sfregò.
Il genio comparve, fece un inchino, si offrì:
"Sono al tuo servizio, padrone. Chiedimi un desiderio e sarà esaudito. Ma dev'essere un unico desiderio".
Siccome era un bravo figlio, l'uomo disse:
"Desidero che resusciti mia madre morta".
Il genio fece una smorfia:
"Mi dispiace, padrone, ma è un desiderio impossibile. Chiedimene un altro".
Siccome era un brav'uomo, l'uomo chiese:
"Desidero che il mondo non continui a spendere denaro per uccidere la gente".
Il genio deglutì:
"Ehm... Come hai detto che si chiamava tua madre?"
(E. GALEANO, "A testa in giù", Sperling & Kupfer Editori, Milano 1999)
RIFLESSIONI SVOLTE:
I diritti umani diventano banali e scontati quando sono accettati e tutelati, quando le persone vivono potendo parlare, riunirsi, quando il benessere degli individui non viene mai messo in discussione.
Il rispetto dei diritti umani è però spesso violato.
Occorre vigilare sui propri diritti perché in questo modo possiamo dire di vigilare sui diritti di tutti.
Non stancarsi di sollevare dubbi, fare domande ed esigere risposte.
Vivere la discussione come strumento di convivenza è la premessa perché i diritti umani diventino cultura di tutti!
VICINI E LONTANI
Mostrami la prigione, mostrami il carcere,
mostrami il detenuto la cui vita è andata male,
e io ti mostrerò mille ragioni
per cui è solo un caso se al suo posto non ci siamo noi.
Mostrami il vicolo, mostrami il treno,
mostrami il vagabondo che dorme sotto la pioggia:
e io ti mostrerò mille ragioni
per cui è solo un caso se al suo posto non ci siamo noi.
Mostrami l'ubriaco che sta barcollando:
e io ti mostrerò mille ragioni
per cui è solo un caso se al suo posto non ci siamo noi.
Mostrami il paese dove caddero le bombe,
mostrami le rovine degli edifici che si ergevano alti,
e io ti mostrerò, ragazzo mio, mille ragioni
per cui è solo un caso se lì non ci siamo noi.
(P. OCHS, "Folk songs", Guanda, Parma)
RIFLESSIONI SVOLTE:
Non dobbiamo mai considerare la nostra esistenza come un fatto scontato.
Aprire il proprio cuore alle sofferenze degli altri non è soltanto un dovere, ma è anche un modo per rafforzare e dare dignità al nostro stare al mondo.
LA GIUSTIZIA
L'uomo che si fa giustizia diviene facilmente un ingiusto. Non sa fermarsi, non riesce a fermarsi. L'indignazione, il gusto inumano di veder soffrire chi ha fatto soffrire, la persuasione che chi ha fatto il male ha perduto ogni diritto, il punto d'onore gli prendono la mano... Perdiamo troppo tempo a discutere della colpevolezza del prossimo...
Quando ho scoperto il colpevole, non ho rimediato a niente, ho soltanto una pena di più.
(DON PRIMO MAZZOLARI, "Il samaritano", Edizioni Dehoniane, Bologna)
RIFLESSIONI SVOLTE:
Le leggi consentono la convivenza e regolano i conflitti; stabiliscono anche dei deterrenti, le cosiddette "sanzioni". Ma non dobbiamo dimenticare che le regole servono sì a vivere in una società ma, alla fine, è la coscienza di ciascuno di noi che deve guidare il nostro comportamento, senza mai perdere di vista il bene collettivo.
L’ IMPEGNO
"Non posso crederlo!" disse Alice.
"Davvero?" disse la Regina in tono di commiserazione.
"Prova ancora: inspira profondamente e chiudi gli occhi".
Alice rise.
"Non serve a niente provare", disse: "non si possono credere le cose impossibili".
"Mi sembra che tu non abbia molta pratica" disse la Regina: "Alla tua età io mi esercitavo mezz'ora al giorno. Certe volte arrivavo a credere anche a sei cose impossibili prima di colazione".
(L. CARROL, "Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie – Attraverso lo specchio", Mursia, Milano 1990)
RIFLESSIONI SVOLTE:
Ogni domanda sul futuro ci offre scenari diversi, inediti, che ci fanno sentire la vertigine del nuovo e dell'ignoto. Provare a pensare a ciò che sarà è anche un modo per responsabilizzarci su ciò che vorremmo fosse il nostro futuro, e per impegnarci affinché lo diventi veramente.
Costruire scenari per il domani è una necessità per crescere!
La dichiarazione Universale dei dirittio umani
I trenta articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani sono stati letti con i bambini (ogni bambino è in possesso di una copia di tale dichiarazione, reperita presso il centro di educazione interculturale di Mantova) ed insieme li abbiamo sinteticamente elaborati. Consapevoli che:
- tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali in dignità e diritti.
- ogni individuo gode di tutti i diritti e di tutte le libertà enunciate nella dichiarazione universale senza distinzione di razza, sesso, lingua, religione, opinione politica.
I diritti sono stati sinteticamente raggruppati nelle seguenti voci:
- il diritto alla vita
- il diritto alla libertà e sicurezza
- il diritto ad essere trattati in modo uguale davanti alla legge
- il diritto ad avere un processo
- il diritto ad essere ritenuti innocenti fino a prova contraria
- il diritto alla libertà di movimento, pensiero e fede
- il diritto alla libertà di opinione
- il diritto a contrarre matrimonio
- il diritto a possedere dei beni
- il diritto a prendere parte al governo del proprio paese
- il diritto al riposo e allo svago
- il diritto a ricevere un'istruzione
- il diritto a chiedere asilo, cioè ospitalità, ad uno stato nel caso di persecuzione nel proprio stato di appartenenza
Inoltre, nessuno può essere fatto schiavo, nessuno può essere sottoposto a torture o a punizioni crudeli, nessuno può essere arrestato o incarcerato senza motivo.
(aggiungere disegni)
I diritti dell'ambiente
In occasione dell'iniziativa della
"Giornata del verde pulito" (9 maggio 2009), promossa dall'Amministrazione comunale a cui tutta la scuola ha aderito, ci siamo occupati anche dei diritti dell'ambiente e, di conseguenza, dei doveri che ognuno di noi ha nei suoi confronti.
Esiste un "Diritto alla terra" e un diritto all'"acqua".
"Tutti i popoli hanno diritto a un ambiente generalmente soddisfacente per il proprio sviluppo" ("Carta africana dei diritti umani e dei popoli", art.24).
"I nostri territori e le foreste sono per noi la vita stessa". (Statuto popoli tribali e indigeni delle foreste tropicali, art. 3)
"L'acqua è un bene vitale che appartiene a tutti gli abitanti della terra in comune; ... l'acqua è patrimonio dell' umanità". (Manifesto per il contratto mondiale dell'acqua)
art.1: "Non c'è vita senz'acqua. L'acqua è un bene prezioso, indispensabile a tutte le attività umane"
art.12: "L'acqua non ha barriere"
(dalla "Carta europea dell'acqua")
I bambini hanno considerato che:
- occorre agire per evitare possibili danni ambientali, esempio frane;
- ognuno di noi può e deve impedire l'inquinamento di qualsiasi parte dell'ambiente;
- ognuno di noi può e deve cercare di ridurre, riutilizzare e riciclare i materiali già utilizzati;
- occorre agire con moderazione nell'utilizzare l'energia;
- cercare di risparmiare acqua.
Una favola del Marocco sul rispetto dell'ambiente
Una lepre stanca per la lunga corsa decise di fermarsi sotto l'ampia ombra di un Baobab. Mentre stava al fresco si domandava:
"Se quest'albero ha una bellissima chioma, chissà come saranno prelibati i suoi frutti...".
In quel momento, dal baobab cadde un frutto che l'animale velocemente mangiò.
"I frutti sono buoni, ma... chissà cosa ci sarà nel grande tronco" disse e aprì una fessura nella corteccia.
All'interno dell'albero vide sfavillare pietre preziose, gioielli, abiti sontuosi. Senza pensarci due volte prese tutti quegli ornamenti e li portò a sua moglie che si abbellìa dovere.
La moglie della iena vide la moglie della lepre adornata di collane, bracciali, abiti ricamati d'oro e, ovviamente, si lamentò con il proprio marito perchè lei non possedeva nulla di tanto bello.
Così, la iena, dopo aver saputo dalla lepre dove avesse trovato tutta quella ricchezza, si recò dal baobab, entrò come anche lei aveva fatto nel suo tronco e gridò:
"Baobab, porto tutto a casa mia!"
Il baobab si spaventò tanto per quel grido che chiuse all'improvviso l'apertura, imprigionando per sempre la iena nella sua pancia.
Da quel giorno, i tesori del tronco dei baobab non sono più a disposizione di uomini e animali.
Riflessioni finali: diritti in gioco
Per fortuna, gli altri ci saranno sempre: gli "antipatici", gli "scocciatori", ma anche i sorridenti, i generosi e quelli che sanno ascoltare. Si tratta solo di provare a mettersi in gioco in prima persona, di partecipare attivamente confrontandosi con "gli altri", per creare nuove occasioni, per rendere migliore la vita che normalmente condividiamo con gli altri.
Il futuro è proprio questo: la capacità di sintonizzarsi con il proprio vissuto di individui e di società, per cercare nuove strade, per evitare gli errori, per progettare vite migliori.
In fondo, il mondo è un grande gomitolo che tutti avvolge mettendoci sempre più in contatto l'uno con l'altro!
Cosa si nasconde tra le parole che ogni giorno accompagnano la nostra vita?
Nei negozi, a scuola, a casa: parole che incontrano altre parole.
E più le ascoltiamo, più le pronunciamo, più le sentiamo nostre. Come bacchette magiche le nostre parole raccontano e traducono pensieri!
Ma c'è anche chi ne abusa. Chi, invece, le difende, chi ha lottato per farle rispettare, chi ha sofferto per poterle pronunciare.
E la parola
diritti è proprio una di queste.
Avere dei diritti non è un lusso nè un privilegio per pochi.
Farli rispettare consente di vivere più dignitosamente in un mondo sempre più piccolo e stretto dove tutti dipendiamo l'uno dall'altro!