Bibliolab: un laboratorio della memoria in biblioteca
Il progetto ha coinvolto gli alunni delle classi IIIA e IIIB, alcuni anziani della Casa di Riposo "FONDAZIONE TOSI CIPPELLETTI", la biblioteca "FONDAZIONE SANGUANINI".
Perchè un laboratorio della memoria?
La memoria, per la sua universalità, è una straordinaria occasione offerta a chi vive stagioni diverse della vita: il bambino e l'anziano possono ritrovarsi per condividere storie e racconti, opportunità di dialogo, per costruire i rispettivi "romanzi di formazione".
L'obiettivo è quello di attivare una scrittura di sè volta ad accertare il rapporto che i bambini e gli anziani stabiliscono con la memoria e la loro capacità di creare un tessuto narrativo a partire dalla loro storia.
Vengono coinvolte, in sostanza, l'attività retrospettiva e quella narrativa.
L'"autoritratto" narrando di cose
L'occasione si delinea a partire da oggetti (o vecchie foto) che abbiano avuto (o abbiano ancora) un'importanza affettiva per gli anziani e che per questo abbiano potenza evocativa (es.: un ferro a carbone, dei fusi, delle "scapinelle",...) e che già i bambini conoscono per averli incontrati nel laboratorio di ricerca storica sul passato generazionale. I nonni sono invitati a raccontare liberamente a partire dagli oggetti. Ai bambini sarà affidato il compito della ri-scrittura delle storie personali dei nonni in una forma che rispecchi l'emozione del racconto, magari nel registro di una scrittura leggera e sospesa.
Perchè svolgere un laboratorio "con le cose"?
Ci sono innanzitutto delle ragioni educative.
Che valore diamo oggi agli oggetti?
Guardiamo immagini di qualche anno fa, tocchiamo gli oggetti, analizziamo i materiali, cerchiamo di capire quando i bisogni si sono moltiplicati, quando la produzione ha cominciato ad accelerare la nascita e la morte di intere generazioni di prodotti.
Poi, naturalmente ci sono degli obiettivi di "conoscenza".
Tra gli oggetti "banali, cioè quotidiani, usati da tutti, troviamo fonti dirette ed eloquenti per leggere le nostre grandi e recenti trasformazioni economiche e sociali.
Moltissime "cose" appartengono al passato contadino, altre sono da collegare al boom industriale italiano, altre ancora all'affermarsi della società dell'informazione.
Quanti oggetti ha bruciato il secolo scorso! E quali diverse durate incorporano!
E ancora. Quale futuro potrebbe aspettarci? Ragioniamo sul fatto che vi sono oggi molti "non luoghi" e molte "non cose", come dicono molti antropologi.
E poi. Che cosa ha voluto dire "modernità"? Anche oggi, ovviamente, ci si può affezionare alle nostre cose, come trasmettitrici di memoria personale e collettiva, ma tendiamo ad affidare alle cose un valore tendenzialmente funzionale.
Un tempo, si può osservare, era molto diverso:
le cose avevano un'anima, trascendevano il valore d'uso e si caricavano di significati simbolici.
Infine. Vi è chi ha definito l'oggetto un "condensatore di relazioni": attraverso esso possiamo evocare persone, luoghi, storie.
Vi sono, in conclusione, obiettivi formativi: quali domande posso rivolgere a un qualsiasi oggetto della vita materiale?
Ecco alcuni racconti dei nonni..... (pdf 202kb)