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Ascoltare, leggere, raccontarsi e scrivere
"La lettura è importante per i giovani non soltanto per quanto propone, ma soprattutto perché la pagina scritta esige un forte sforzo di elaborazione mentale a differenza degli spettacoli televisivi e cinematografici che contengono elaborazioni già confezionate. Nella pagina di un libro il lettore è il regista unico e solitario"
(Luigi Malerba, Corriere della Sera, 25 Agosto 1998)
Il nostro percorso di consolidamento all'ascolto e di "avvicinamento" al libro è iniziato lo scorso anno, in classe prima, con il progetto-continuità
"Un libro sotto braccio" quando, attraverso attività di animazione e "lettura tattile", i bambini hanno conosciuto il libro come oggetto fisico e materiale (di che cosa è fatto, com'è ... ).
I bambini sono passati dalla lettura delle immagini alla comprensione dei messaggi scritti, hanno inventato semplici storie con i personaggi di fiabe portate da casa e scelte con i genitori, anche in biblioteca, hanno scritto e illustrato tali storie, inventato, manipolato, creato personaggi, dialoghi, ambienti, storie, racconti, in modo individuale e collettivo, progettato e costruito libri con l'uso di diversi materiali.
I bambini sono stati molto entusiasti dell'esperienza dello scorso anno di costruire insieme dei libri così quest'anno, prima di iniziare le lezioni o dopo leggiamo spesso insieme una breve storia. Si nota nei bambini una certa motivazione per l'ascolto: ascoltano con molto piacere e scrivono volentieri, liberamente.
Il problema principale per i bambini, nello scrivere, è che spesso non sanno cosa scrivere, però se hanno un argomento che li interessa trovano sempre molto da dire.
I bambini di oggi hanno la necessità di diventare sempre più padroni della lingua, anche se spesso ne sono condizionati, così il pensiero individuale sta diventando sempre più divergente dalle originali espressioni personali.
I NOSTRI OBIETTIVI sono allora questi:
- Motivare alla lettura di varie forme espressive come attività piacevole, libera e personale;
- Motivare alla lettura come potenziamento della creatività espressiva;
- Motivare alla lettura come strumento per "esprimere se stessi".
Le attività di animazione alla lettura stimolano e producono:
- l'istituzione di importanti collegamenti interdisciplinari che favoriscono l'uso coordinato di attività espressive, di educazione all'immagine, di teatro
- l'inserimento a pieno titolo dello sviluppo del gusto e del piacere per la lettura tra gli obiettivi formativi.
IL LEGAME CON LA BIBLIOTECA E CON IL TERRITORIO
La realizzazione del nostro percorso ha visto confluire l'impegno di soggetti istituzionali diversi e complementari per competenze e possibilità: scuola e biblioteca.
Esse posseggono il compito non solo di favorire l'incontro fra il testo e il lettore, ma anche di sviluppare un'armonica crescita culturale del bambino lettore, perché il piacere della lettura è un piacere evolutivo, è qualcosa che si evolve nella maturazione, con gli anni, anche dopo la scolarizzazione.
I bambini si recano spesso in biblioteca e poi, a scuola, riferiscono le storie lette.
Alcune attività svolte durante l'anno scolastico sono state proposte anche in un laboratorio di lettura, svolto presso la Sala Polivalente di Rivarolo Mantovano, legato al Convegno
"Bambini e scuola: incontro o scontro?" (21 Aprile 2007).
Le attività sono state svolte in modo giocoso ed hanno coinvolto attivamente anche molti genitori (e alcuni nonni ) nel ruolo di animatori.
IL RUOLO DELL’ INSEGNANTE è quello di agire come "facilitatore" e di cogliere le proposte metaforiche dei bambini, farle emergere senza trascurarle e giocare sul potere evocativo delle immagini e delle parole.
L'insegnante che conduce personalmente la lettura mette in campo accorgimenti intesi a stimolare attesa e concentrazione, valorizzando al massimo la suggestione del testo per ottenere coinvolgimento emotivo e fantastico, così, durante la lettura, abbiamo usato la suggestione della voce: vari livelli di volume, la voce sussurrata, la voce in lontananza, la voce urlata,... abbiamo dato una caratterizzazione fisica alla voce dei personaggi. Ad esempio:
"Io sono un orco": la voce è profonda;
"Io sono una strega": la voce è nasale, ma esistono mille streghe diverse: perfida, pasticciona, ...!
Le parole hanno anche un ruolo "logico": a seconda del tono esprimono, ad esempio, un'affermazione o un'interrogazione, sottolineano un'intenzione invece di un'altra.
Quest'anno le attività proposte sono da considerarsi anche come "espedienti" per la comprensione, l'assimilazione e la riutilizzazione del testo letto: i bambini hanno manipolato delle letture ("Cosa avrei fatto io al posto del protagonista"), storie con finale mancante, ovvero formulazione di ipotesi sullo sviluppo della trama, ri-ordinamento di frasi di una storia in disordine, rappresentazioni grafico-pittoriche, far parlare i personaggi di una storia letta con i fumetti, giochi del vero o falso e del c'è o non c'è.
Ecco solo alcuni esempi delle nostre attività.
Riordinamento di frasi. Ad esempio:
gatto saltapicchio verdi nero con grandi due è occhi un --> Saltapicchio è un gatto nero con due grandi occhi verdi
"VERO O FALSO?" (SULLA STORIA "IL PESCATORE E IL PESCIOLINO D’ORO"): ogni volta che la frase è vera i bambini stanno seduti, quando la frase è falsa i bambini si alzano in piedi:
Il pesciolino era un principe stregato
La moglie del pescatore infarinò il pesciolino e lo mise in padella
La moglie attendeva il pescatore seduta sotto l'ombrellone
Il pescatore andò in riva al mare e chiamò il pesciolino
COSA AVRESTI FATTO TU AL POSTO DI...
Abbiamo proposto questo racconto popolare della Liberia, "Il gallo e il falco" (quest'anno abbiamo letto spesso favole di numerosi paesi del mondo):
Una volta, il gallo e il falco erano grandi amici. Si scambiavano visite, andavano in giro insieme, ma erano prudenti fra loro. Un giorno, il gallo era andato a trovare il falco che stava facendosi la barba con un rasoio senza manico. Il gallo gli disse: "Anch'io ho bisogno di farmi la barba, ma non ho un rasoio senza manico".
"Non importa, ti presto il mio rasoio senza manico", propose amichevolmente il falco, "ma stai attento a non perderlo".
Il gallo prese il rasoio e lo portò con sé a casa sua.
Quando ebbe finito di farsi la barba, lo lasciò per terra nel pollaio. I pulcini non tardarono a trovarlo: giocarono un momento con l'oggetto, poi lo seppellirono.
Il giorno seguente, il falco andò a cercare il suo rasoio senza manico, ma nessuno sapeva dove era finito. Il gallo si scusò: "I pulcini potrebbero averlo seppellito. Aspetta un momento, la loro madre, la gallina, va a cercartelo".
La gallina si mise a grattare la terra e il falco ad aspettare. Aspettò molto tempo, finchè si arrabbiò e disse al gallo. "Poiché sono i vostri pulcini che hanno perso il mio rasoio, io ritornerò qui ogni giorno a prendere uno dei vostri piccoli fin quando riavrò il mio rasoio senza manico". E portò via immediatamente un pulcino.
Da quel tempo, il falco ritorna ogni giorno a prendersi un pulcino e la gallina gratta ovunque per terra, senza mai trovare il rasoio senza manico.
Se volete potete leggere alcune delle
risposte – ognuna diversa dall'altra - dei bambini.
STORIA CON FINALE MANCANTE
In un paese molto lontano, nessuno aveva mai insegnato ai cittadini che la diversità è una ricchezza. In quel paese, ognuno cercava di essere molto simile agli altri!
Se una persona dichiarava che era elegante uscire con il cappello tutti cercavano di uscire col cappello, altrimenti erano guardati dagli altri dall'alto in basso.
Se qualcuno affermava che gli uomini con i capelli corti erano i migliori, tutti correvano a farsi tagliare i capelli; se si diceva che chi aveva gli occhi azzurri era più stimato, tutti coloro che avevano gli occhi neri o marroni li nascondevano dietro occhiali scuri e cercavano di uscire di casa il meno possibile.
Una volta, comparve in quella città un uomo con dei lunghissimi capelli e una barba bianca lunga fino alle scarpe.....................................................................
Se volete potete leggere quache
finale inventato dai bambini.
QUANDO PARTIRE DA UNA STORIA CREA UN “CLIMA NARRATIVO”
La lettura di una breve storia da parte dell'insegnante è attività gradita dai bambini. Essa permette, proprio in quanto breve, di cogliere immediatamente le reazioni di chi ascolta che vengono esplicitate mediante la verbalizzazione, da parte dei bambini, delle immagini che si sono prodotte nella loro mente.
All'insegnante non interessa solo che i bambini sappiano ricostruire la consequenzialità della storia, quanto piuttosto raccogliere le sensazioni, le impressioni, i pensieri e lo stato emotivo che la sua lettura ha suscitato di primo acchito.
L'attenzione dei bambini funziona trasformando mentalmente le parole del racconto in trasposizioni visive in cui l'immaginazione sopperisce a ciò che le parole non dicono o, perlomeno, non rivelano in forma diretta. La storia ascoltata produce altre derivazioni narrative, altre storie da parte dei bambini.
E' qui che i bambini dicono: "Mi ricordo che anche a me è successo una volta...", "Mi viene in mente quella volta che...": le storie che un bambino racconta o quelle che gli vengono raccontate sono vere nella misura in cui sono metafore della sua esperienza di vita e gli permettono di raccontare se stesso. Raccontare e raccontarsi diventa, per i bambini, una forma di "liberazione" che produce benessere.
Dalla storia scritta da altri si passa alla storia "domestica", quella raccontata e scritta dai bambini stessi. Si crea, così, in classe, un clima narrativo, un legame tra le storie altrui, quelle proprie e la memoria.
Acquista così senso ciò che sostiene Bruner:
"Quando ci raccontiamo costruiamo significati".
Ecco solo un esempio di attività: abbiamo letto ai bambini un brano tratto da A. ARGILLI,
I colori della pelle e altre storie, (Editori Riuniti, Roma 1992) e chiesto loro:
immagina di descrivere a una persona che non può vedere i colori le caratteristiche del tuo colore preferito, trasmettendole, soprattutto, le sensazioni che questo colore ti suscita.
Ne sono emerse "relazioni" dettagliate evocative di stati d'animo e di situazioni di vita quotidiana: la storia ascoltata è diventata occasione per "dire" la propria vita, per descriversi e raccontarsi.
Leggi alcune relazioni.